Emanuele's profileRiflessioni sulla spiagg...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 19

    Maurizio Lijoi for president!

    ...anche perché difficilmente si potrebbe ricandidare come sindaco ;)

    Certo questo non vuol dire che sono diventato “pappa e ciccia” con l’amministrazione, ognuno conserva le proprie idee, le proprie posizioni. Il terzo villaggio tra i due già esistenti e la strada per scendere a mare che passa dentro l’abitato, restano per me incomprensibili ed assurdi.

    Detto questo, devo aggiungere, molto sinceramente, che nella conferenza di questa mattina ho visto il nostro sindaco molto determinato (e sono rimasto davvero contento). E’ anche normale che t’incazzi quando ti dicono che sei poco trasparente, soprattutto se a farlo è chi, fin dall’inizio, è stato poco chiaro nei modi e nelle finalità.

    Certo avrei preferito che la scossa avesse colpito i nostri amministratori quando, mesi fa, scrivevo su questo blog che secondo me c’era qualcosa di strano… ed evidentemente non mi sbagliavo.

    Il grandissimo ed esagerato interesse da parte di politici e ambientalisti sul nostro paese mi aveva da subito colpito, solo mi risultava difficile capire come mai fossi solo io a notarlo. Fortunatamente così non è stato.

    Salvo battaglie legali, il nostro comune andrà FINALMENTE avanti con un progetto di lungomare e di sviluppo, che non è sicuramente il cemento o i 30 stabilimenti che le associazioni ambientaliste hanno denunciato. Piccola parentesi, 30 stabilimenti su quella spiaggia li metti solo uno sopra l’altro… se vogliamo dire cazzate andiamo a Zelig, non chiamiamo certo televisioni e giornali! Se poi il metodo è quello di arrivare qui come i super eroi e offendere deliberatamente la popolazione, attenzione! Ma che vuol dire “porteremo gente di qualità”? Che a Sant’Andrea c’è gente di merda..?! Occhio che se qualcuno s’incazza va a finire che si trasforma in Hulk e diventa più verde di voi!

    Come si può pensare di instaurare un dialogo con un’amministrazione se ci si pone dall’alto verso il basso?

    Ma veramente questi signori pensano di amare il verde e questo paese più di noi che qui siamo nati e cresciuti, e che qui, a dispetto di tutti e di tutto, speriamo ancora di poter realizzare i nostri sogni, la nostra vita?

     

    P.S. ho rimesso l’album fotografico della spiaggia che il Fai ha definito “incontaminata” al primo posto giusto per ribadire il concetto secondo il quale un territorio di nessuno è la discarica di tutti!

    January 18

    Puzza di bruciato...

    Bene bene bene…. quello su cui voglio nuovamente attirare la vostra attenzione oggi è il discorso che riguarda il FAI. Già, perché l’argomento è stato ampiamente trattato a settembre e perché è da li che comincia tutto. Quanti si sono persi quei passaggi, non li conoscono o semplicemente vogliono dargli una “rispolverata”, possono leggerli andando nella sezione blog e ciccando su “settembre 2007”. Gli articoli in questione si trovano a fondo pagina e sono:

     

    Le verità nascoste, 18 settembre

    A proposito del Fai, 18 settembre

    Date, dati e dubbi, 20 settembre

     

    A distanza di qualche mese quindi la puzza, che allora pare sentissi solo io, sembra essere arrivata anche ai “piani alti”, per così dire. In mano ho “il Domani” di oggi, scusate il gioco di parole, e un sorriso formato 32 denti stampato sul mio bel faccione.

    Il motivo è il seguente articolo di Francesca Chirico:

     

    S.ANDREA SULLO JONIO Il sindaco Lijoi torna sulla vicenda dell’oasi protetta e attacca le associazioni ambientaliste

    Durissimo scontro con Legambiente

    <I paladini del “verde” urlano contro il Comune attribuendogli colpe ingiustificate>

    Abbiamo dato mandato ad un avvocato di verificare se ci siano gli estremi della calunnia. In caso affermativo abbiamo intenzione di presentare formale querela perché quella in atto è una vera e propria campagna tendente a minare l’immagine di un paese che Legambiente e Fai non hanno minimamente contribuito a costruire. Nella battaglia decennale per la salvaguardia della nostra costa contro speculatori e pseudo-imprenditori che la considerano un bene privato siamo sempre stati soli”. Faticosamente raggiunto nell’aprile scorso con la firma di un protocollo d’intesa che riconosceva il comune impegno nella “conservazione dell’integrità ambientale e dei valori naturalistici di ambienti marino-costieri”, l’idillio non è durato. Peggio. Rischia di trasformarsi in battaglia legale con l’amministrazione comunale di Sant’Andrea sullo Jonio profondamente contrariata dalla nuova iniziativa di Legambiente, Fai e WWF, domani mattina protagonisti di un incontro dedicato al destino del suggestivo tratto di spiaggia compreso tra il fosso Cupido e il torrente Alaca. “Il Comune ci deve spiegare che intenzioni ha”, tornano infatti ad alzare la voce gli ambientalisti che sulla costa andreolese sognano l’istituzione di un’area protetta e, come nel marzo 2007, manifestano il timore di possibili cementificazioni legate al prossimo Piano Spiaggia. Preoccupazioni che oggi come allora il sindaco di Sant’Andrea, Maurizio Lijoi, giudica incomprensibili nel merito e inaccettabili nel metodo. “Intanto si preoccupano per un Piano che ancora è in via di definizione. E poi, se la nostra spiaggia conserva ancora la natura incontaminata che ci inorgoglisce è per merito esclusivo della cittadinanza andreolese e delle amministrazioni che hanno fatto precise scelte ambientaliste. I paladini del verde che oggi urlano contro il Comune, attribuendogli l’intenzione di cementificare la costa, si attribuiscono meriti che non hanno e, soprattutto, manifestano una preoccupazione unidirezionale che sembra voler colpire esclusivamente l’amministrazione di Sant’Andrea” ragiona il primo cittadino chiedendosi, polemicamente, “come mai il Fai e Legambiente non hanno mai speso una parola nei confronti di chi, a Sant’Andrea, ha occupato oltre un chilometro di costa impiantando aranceti e cancellando un sentiero su terreno demaniale, o chi ha costruito un impianto di “acqua coltura” a pochi passi dal torrente Alaca. In queste vicende, stranamente, gli ambientalisti hanno taciuto e il Comune è sempre rimasto solo conducendo le sue battaglie anche davanti la Procura della Repubblica, con regolare denuncia”. E nell’affilare le unghie che sabato alle 11:00 tirerà fuori in Comune per l’annunciata “controconferenza” sull’area protetta, Lijoi invita Legambiente a “spaziare” nelle sue battaglie: “Si occupassero anche della pineta di Giovino e la smettessero di darci lezioni di ecologia mentre trascurano i veri Obbrobri della Calabria per condurre una campagna dagli obiettivi poco chiari”.

     

    Non vi dico la gioia nel leggere le parole del nostro Sindaco… sono veramente contento di trovarlo bello incazzato, e non scherzo. L’argomento è abbastanza delicato, di quelli nei quali si cammina in bilico tra querele e denuncie per intenderci, ma visto che in due passaggi lui ha lanciato qualche frecciatina, non posso che prendere l’arco in mano e schierarmi dalla sua parte!

    Intanto mi sento di aggiungere alle sue parole altre due domandine per quelli del Fai e di Legambiente:

    a)    dove eravate quando centinaia di ulivi secolari venivano tagliati?

    b)    dove eravate mentre il nostro pino secolare moriva?

    Detto questo, torno al mio ben più noto ruolo di rompicoglioni e comincio a lanciare le mie di frecce.

    La cosa già puzzava da fare schifo a settembre, ma adesso, di ritorno dalla città eterna, ho davanti un “disegno” vomitevole… di quelli alla De Magistris.

    Se nei salotti della politica e della Roma “bene” si parla di Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (buco del culo del mondo), scusate ma c’è qualcosa che non va. E allora, visto che gli anni ‘50 sono lontani e oggi le “personalità pubbliche” sono riconosciute da TUTTI, mi torno a chiedere:

    Chi ormeggia lo yacht davanti la spiaggia che va dalle “pisciazze” al Vallone di Bruno? Chi frequenta quella spiaggia? Se non si fa il lungomare, chi continua ad avere l’accesso diretto alla spiaggia? E soprattutto, che cazzo gliene viene?

    Beh, domani mattina appuntamento alle 10 al comune di Soverato… vedremo chi c’è, cosa diranno…

    January 16

    Dedicato a Luigi De Magistris

    Dal blog di Beppe Grillo, lettera di Marco Travaglio:

    "Caro Beppe,
    siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

    Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

    Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

    Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?."

    January 05

    Per questi rami passa la storia

    AMBIENTE L’Italia possiede oltre 22 mila alberi

    vecchi centinaia o migliaia di anni.

    Dal 2008 danneggiarli diventa un reato penale.

    Se gli alberi potessero parlare...

    Da oltre 1.600 anni un ulivo se ne stava placidamente nella campagna di Napoli, chissà quante ne aveva viste, dalle intemperie alle ondate di calore. Questa però gli mancava: due settimane fa, ecco arrivare alcuni uomini con carri e ruspe per sradicarlo e portarlo altrove. Lo hanno salvato alcuni agenti della guardia forestale: altrimenti, per 30 mila euro, quell’albero millenario sarebbe stato trapiantato in una villa privata di Viterbo.

    Fosse un fatto isolato, poco male. Ma solo negli ultimi mesi sono stati 70 gli alberi d’ulivo sequestrati in quella zona; e reati simili sono ormai frequenti in molte regioni.

    In Italia ci sono 22 mila alberi considerati dal Corpo forestale, per l’età millenaria, «di forte interesse». Tra questi 2 mila sono di «fortissimo interesse» per la loro longevità, e 150 «di eccezionale valore monumentale» perché testimoni di fatti storici o perché legati a personaggi illustri. Per loro la vita non è facile: alle sfide del clima si aggiungono ora i tentativi di furto, i danni delle scolaresche, i graffiti, i tagli illegali.

    Dal 2008 questi «fuoriclasse» della natura sono tutelati da una nuova legge: il ministero delle Politiche agricole presenta al primo Consiglio dei ministri dell’anno un disegno di legge a tutela degli alberi monumentali, nato su suggerimento del Corpo forestale dello Stato.

    Il ministro Paolo De Castro racconta a Panorama le novità previste nella bozza: «Vogliamo tutelare il patrimonio arboreo là dove le normative regionali non prevedono né misure di conservazione né sanzioni». Primo obiettivo, definire un assetto giuridico unitario su tutto il territorio nazionale. Secondo, far diventare il danno a uno di questi monumenti naturali un reato penale. «Applicheremo l’articolo 635 del Codice di procedura penale: reclusione fino a un anno o multa fino a 309 euro per danneggiamento di cose altrui».

    Il provvedimento istituisce anche l’Inventario degli alberi monumentali, compilato attraverso il Sim (Sistema informativo della montagna). Basta dare un’occhiata al censimento per capire che possediamo un patrimonio verde straordinario. Qualche esempio. L’albero più grande d’Italia è il «castagno dei Cento cavalli » nel Comune di Sant’Alfio, Catania, con un tronco di oltre 20 metri di circonferenza e un’età stimata di 2 mila anni.

    Si contendono il primato dell’albero più alto, circa 60 metri, un liriodendro, una sequoia e alcuni abeti douglas. Il primo si trova nel parco di Villa Besana, in provincia di Como, il secondo in quello di Burcina di Pollone vicino a Biella, mentre gli abeti vivono sull’Appennino centrale.

    L’albero più vecchio è forse un oleastro di oltre 2 mila anni a S. Baltolu di Luras (Sassari): largo 12 metri e alto 15.

    Anche se non detengono particolari primati, altri alberi sono un’attrazione turistica per la loro bellezza: «Come la “quercia delle Streghe” a Capannori, Lucca» ricorda Nicolò Giordano, vicequestore del Corpo forestale. «Alcuni larici in Val d’Ultimo, uno al confine con il Parco dello Stelvio; il cerro di Sant’Angelo ad Amatrice, nell’Alta Valle del Tronto». Giusto per citarne alcuni, visto che ogni provincia possiede una decina di alberi centenari.

    La sfida più difficile, per i monumenti verdi è quella delle piogge acide. Dagli anni 60, industrie, impianti di riscaldamento e auto hanno riversato anidride solforosa e ossidi di azoto. Queste sostanze, reagendo con il vapore acqueo, hanno dato luogo ad acido solforico e acido nitrico. Con conseguenze disastrose.

    «Le piogge, già acide per l’anidride carbonica, lo sono diventate ancora di più: il loro ph è sceso sotto 5, arrivando a 2» avverte Dario Sonetti, biologo e coordinatore di Gev Modena-Foreste per sempre. «Le gocce di pioggia attraverso gli stomi si diffondono nella foglia in concentrazioni tossiche tali da portare alla distruzione completa delle cellule».

    A questi danni si aggiungono quelli indiretti: «Gli acidi liberano ioni di alluminio e calcio, che impediscono l’assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle radici». La situazione ora è migliorata: «Le piogge acide si sono ridotte a causa dell’abbattimento del 70-80 per cento delle emissioni di anidride solforosa e ossidi di azoto» dice Bruno Petriccione, biologo e coordinatore del programma Conecofor (Controllo ecosistemi forestali). «Oggi le foreste ammontano a un terzo della superficie del Paese».

    Sono solo alcune delle battaglie che i vecchi alberi hanno affrontato e vinto. Altre non le immaginiamo nemmeno. Noi assistiamo solo allo spettacolo di una vita che è più intima e più discreta della nostra. Una vita che si svolge in silenzio.

     

     

    L'articolo, scritto da Luca Sciortino, è pubblicato a pag. 96 sul numero 1/2008 di Panorama.

    L'argomento qui era stato già trattato 2 mesi fa, quando si è parlato dell'olmo di "piazza castello" e dei suoi "acciacchi". Questo articolo però ci favorisce l'assist per quelle domande, a volte scomode, che spesso mi frullano per la testa….

    Ma il nostro olmo e quel che rimane delle "pignare" come mai non sono in quel censimento? Quale censimento!?!??? Ma questo ovviamente:

     

    http://www.corpoforestale.it/foreste&forestale/ricerca&progetti/alberi_m/Calabria.htm

     

    A proposito, se avete letto attentamente il censimento avrete notato che a Serrastretta c’è un Celtis Australis proprio nel centro abitato. Proprio così, un bagolaro… un olmo, tale e quale al nostro.

    Qualcuno dirà: vabbè, ma quelli sono tutti alberi molto più grandi…

    CAZZI! Dico io che ho misurato i diametri.

    L’olmo nel punto più largo misura circa 3,30 metri. Le “pignare” invece 3,80 quella defunta e 4,40 quella che ancora campa.

    Allora qualcuno dirà: e mamma mia… non c’è bisogno di prendersela tanto!

    CAZZI, dico io.

    Perché Rutelli s’è fatto il mazzo tanto con mille dichiarazioni per difendere un aranceto e quattru canniti che manco conosce invece di pensare alla salvaguardia di questi alberi? E che fine ha fatto la presidente del FAI Giulia Maria Mozzoni Crespi che tanto conosceva il nostro territorio?

    Non sarà per caso che in questo paese ci sono anche alberi di serie A e di serie B?

    January 01

    Ma il cielo è sempre più blu

    Chi vive in baracca, chi suda il salario
    chi ama l'amore e i sogni di gloria
    chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria
    Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio
    chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo
    chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno
    Chi ama la zia chi va a Porta Pia
    chi trova scontato, chi come ha trovato
    na na na na na na na na na
    Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
    ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh...
    Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
    chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano
    chi fa il contadino, chi spazza i cortili
    chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia
    na na na na na na na na na
    Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
    ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh...
    Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
    chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
    chi legge la mano, chi regna sovrano
    chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
    chi gli manca la casa, chi vive da solo
    chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
    chi vive in Calabria, chi vive d'amore
    chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
    chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
    na na na na na na na na na
    Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
    ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
    ma il cielo è sempre più blu
    Chi è assicurato, chi è stato multato
    chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia
    chi è morto di invidia o di gelosia
    chi ha torto o ragione,chi è Napoleone
    chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto
    chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri
    chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto
    chi mangia una volta,chi vuole l'aumento
    chi cambia la barca felice e contento
    chi come ha trovato,chi tutto sommato
    chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo
    chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo
    chi è stato multato, chi odia i terroni
    chi canta Prévert, chi copia Baglioni
    chi fa il contadino, chi ha fatto la spia
    chi è morto d'invidia o di gelosia
    chi legge la mano, chi vende amuleti
    chi scrive poesie, chi tira le reti
    chi mangia patate, chi beve un bicchiere
    chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
    na na na na na na na na na
    Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
    ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..
     
     
    A tutti, ma proprio a tutti.... BUON ANNO!