Emanuele's profileRiflessioni sulla spiagg...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 30

    Buonanotte buonanotte fiorellino

    Sono le 03:47, il paese tutto (o quasi) dorme ignaro di quanto accada in spiaggia... insospettito da alcune frecce verdi, comparse nei giorni scorsi, che dal lungomare di San Sostene portano alla località Piraredda e da alcuni movimenti di automobili che si dirigevano verso il Vallone di Bruno, ho appena fatto una piccola perlustrazione. Il risultato? Decine di macchine nel parcheggio del Vallone di Bruno ed altrettante “sotto” la Piraredda  per un totale di due feste con tanto di gruppo elettrogeno e musica. Voi vi starete chiedendo cosa c’è di strano... nulla! Se non fosse che entrambe si trovano a poche decine di metri da un sito che dovrebbe essere sorvegliato a vista data l’importanza che le associazioni ambientaliste gli attribuiscono!!! Forse, prima di spostare le uova dal sito originario, avrebbero potuto chiedere a qualcuno del posto se la zona era abbastanza sicura o meno... A proposito, in vista della schiusa, la “recinzione” è stata modificata. E’ stato creato infatti un corridoio con una rete frangivento che porta dal punto in cui teoricamente si trovano le uova verso il mare. Se riesco domani aggiungo qualche foto.

    Comunque voi continuate pure a dormire sonni tranquilli...

    July 28

    Il grande bluff

    Voi credete alle coincidenze..? Io sto iniziando ad essere un po’ scettico al riguardo... soprattutto se si parla di Sant’Andrea e soprattutto se la zona interessata è quella compresa tra il fosso Cupito e la fiumara di Alaca.

    Accade dunque che un’iniziativa di interesse nazionale assuma aspetti dai contorni poco chiari quando ti trovi sulla spiaggia prima, e da pochi giorni anche sugli accessi ad essa (Piraredda e Vallone di bruno), cartelli che segnalano un “Sito di nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta”. Soprattutto poi se il sito di nidificazione era in realtà a San Sostene, e soprattutto se la zona in cui sono state spostate le uova (e ritenuta più sicura) ricade guarda caso in quel tratto di costa dove si vorrebbe costituire l’oasi protetta. Piccolo particolare non notato dalle associazioni è che il luogo, oltre a trovarsi a ridosso di un’area in cui è vietata la balneazione, è totalmente isolato, cosicché risulta difficile un controllo assiduo della zona. E, come sempre accade, dove non c’è controllo non c’è legge!

    Nelle scorse settimane avevo raccolto delle foto per documentare come, in maniera un po’ goffa e precaria, le associazioni ambientaliste avessero “protetto” questo sito ad alto interesse e come fosse in realtà poco sicuro. Il tempo mi ha dato ragione. Le foto scattate qualche giorno fa dimostrano come non solo non sia stato rispettato il divieto di transito sulla spiaggia, ma qualcuno ha pensato bene di fare una passeggiata all’interno dell’area recintata!

    Adesso speriamo solo di non ritrovarci, per la schiusa delle uova, le televisioni e i giornali di mezz’Italia a raccontarci cazzate sulla spiaggia dove queste associazioni vorrebbero creare un’oasi e dove invece il comune prevede chilometri di asfalto e cemento.

    Gentilmente, evitate di prenderci per il culo!

    July 21

    Bandiere blu 2008

    “Sono 104 e rappresentano il 10% delle spiagge europee, le località italiane insignite del vessillo di qualità della FEE: ben 8 in più rispetto al 2007.

    Toscana e marche guidano la classifica con 15 riconoscimenti ciascuna.

    Ma è in provincia di Salerno che si fa registrare la più alta concentrazione di vessilli di eccellenza: ben 10. Per il sud è una bella rivincita.”

    Si apre così l’articolo sulle bandiere blu per l’Italia sul numero di luglio di Spiagge d’Italia, rivista del settore balneazione. Peccato però che la rivincita per il sud si fermi a Salerno, un po’ come dire che le Bandiere blu si sono fermate a Eboli... o giù di lì! E si perchè alla Basilicata ne viene assegnata una, alla Puglia ed alla Calabria 3, alla Sicilia 4 ed alla Sardegna 2!

    A questo punto, incuriosito dalle cifre delle altre regioni (Abruzzo 13, Campania 11, Emilia Romagna 8, Liguria 13, Marche 15 e Toscana 15), mi fiondo a leggere la parte dell’articolo dal titolo Bandiere blu: i criteri di scelta.

    “Cosa deve fare una località balneare per ottenere il prestigioso riconoscimento? La qualità delle acque, come detto, da sola non basta: molto dipende dall’attenzione che hanno i singoli comuni verso l’ambiente, in quanto estrema importanza viene data anche all’elaborazione di piani per le eventuali emergenze o per lo sviluppo costiero.

    Le spiagge, naturalmente, devono essere pulite, dotate di contenitori per rifiuti e servizi igienici in numero adeguato; inoltre, devono essere facilmente accessibili a tutti (ma non alle auto), sicure e con il giusto equilibrio tra le attività balneari e il rispetto della natura. Per quanto riguarda gli approdi turistici, conta soprattutto il decoro esteriore: dunque le acque del porto non devono essere visivamente inquinate e devono essere presenti attrezzature apposite per la raccolta degli oli esausti, vernici e prodotti chimici.

    Ci deve essere inoltre la possibilità di smaltire le acque delle toilettes delle imbarcazioni. Infine, per una passeggio sicuro, luce e acqua potabile devono essere presenti in banchina.”

    Ecco svelato l’arcano! La bellezza della costa e il mare cristallino non bastano da soli a far ottenere la bandiera blu, ci voglio anche i servizi. E ahimé, da noi, dove mancano gli ecomostri e la bellezza della costa si fa quasi selvaggia, i servizi sono inesistenti.

    Poi, in un trafiletto al lato del servizio, leggo un intervento su Legambiente: Le vele blu 2008 Legambiente premia i paesaggi, non i servizi.

    “Anche quest’anno Legambiente ha assegnato le “vele” di eccellenza ambientale per il 2008. Stiamo parlando di oltre 50 luoghi di prestigio naturalistico che l’associazione ambientalista, con il Touring Club, consiglia come meta all’insegna del mare pulito, paesaggi mozzafiato, arte e cucina. La balneazione non è contemplata in questa lista perchè l’obbiettivo di Legambiente è di premiare le località per la loro bellezza, non per i servizi.”

    Perfetto, penso, troverò certamente la nostra spiaggia... all’ottavo posto dei luoghi del cuore del FAI, con un progetto di oasi protetta promosso da tutte le associazioni ambientaliste italiane, figurati se non ci hanno dato la “vela”.... e invece no!

    Proprio così, niente “vela” di Legambiente a Sant’Andrea... ma la cosa bella è che in provincia di Catanzaro sono 5 le località segnalate. Quali???? Tenetevi forte.... al primo posto BADOLATO, seguito da Gizzeria, Stalettì, Cropani e Soverato!

    Non ci credete...? Vedere per credere:

     

    http://www.legambiente.eu/campagne/guidaBlu/elenco.php?punteggio=&prov=CZ&reg=&ordina=punt&anno=2008&Submit=cerca

    July 15

    Spiaggia libera....

    ...ma da cosa? Da chi???

    Dopo una passeggiata dal fosso Cupito fino alla fiumara di Alaca ho finalmente avuto l’illuminazione! Ho capito cos’è che rende la spiaggia libera. E’ la libertà personale! Quella cioè che ognuno ha di fare liberamente quello che gli pare infischiandosene di tutto e di tutti. Diventa quindi normale trovare strutture fisse ombreggianti (pojjari), più o meno moderni, con o senza panca e tavolo. Strano però che chi ha “accompagnato” i carabinieri del nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza fino all’Orso Polare abbia dimenticato di segnalare anche questi abusi! Che poi la persona in questione sia (forse) la stessa che ha recintato (presumibilmente) abusivamente centinaia di metri di terreno demaniale ha come minimo del paradossale! Se i lavori all’Orso sono stati bloccati sicuramente qualcosa che non andava c’era. Quello che mi chiedo però è: possibile che quella ruspa sulla spiaggia non l’abbia vista nessuno?!? Possibile che nessuno sapesse di quei lavori???

    Mah... forse è tutto normale, forse è davvero questa la prassi. Forse bisogna fare come le decine di venditori ambulanti (abusivi) che affollano il nostro lungomare e che vendono ai turisti di tutto, dai soprammobili ai pezzi d’arte etnica, dall’abbigliamento ai giochi per bambini, dalla frutta e verdura alle soppressate e pecorino!

    E che dire poi dell’usanza di taluni, che si definiscono naturisti, di prendere il sole completamente nudi? Personalmente non mi creano nessun disturbo, ma dove finisce la loro libertà? E dove comincia quella della madre che passeggia col figlio sul bagnasciuga?

    Una parentesi a se la meritano invece i divieti di balneazione apparsi nelle scorse settimane e apposti presso lo sbocco di ruscelli ormai secchi e privi di acqua da mesi. Che senso hanno? E soprattutto, perchè ci sono solo in alcuni posti ed in altri no?